Il DDL Gelli è legge: novità per responsabilità professionale di medici e strutture


Abbiamo affrontato in un recente passato il tema del DDL Gelli, il provvedimento foriero di importanti novità in tema di “responsabilità professionale e sicurezza delle cure”, quando però abbiamo anticipato quelli che erano i contenuti del disegno di legge non c’era ancora nulla di definitivo e come è tristemente noto il processo che porta all’entrata in vigore di una legge è lungo e tortuoso, non a caso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale risale soltanto a pochi giorni fa.


Ovviamente l’avvenuta pubblicazione non implica l’immediata precettività delle disposizioni in essa contenute poiché non solo mancano i cosiddetti decreti attuativi, ma anche e soprattutto perché si rende necessario un aggiornamento giurisprudenziale di dimensioni considerevoli, attività che richiederà diversi mesi di duro lavoro; ciononostante come ha anticipato il ministro Lorenzin in un tweet questo intervento rappresenta un altro “grande passo in avanti per il sistema Sanitario Nazionale”.


Ma chi ha tempo non aspetti tempo dice un vecchio adagio, e alcune fasi del progetto di riforma sono state contingentate, ecco così spuntare termini perentori per la consegna dei lavori finiti, come ad esempio l’istituzione dell’Osservatorio Nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza in sanità; questo avrà come compito quello di raccogliere e dare una fisionomia organica a tutti i dati raccolti dai Centri Regionali per la gestione del rischio clinico in materia di errori medici e contenzioso riferibili ad ogni struttura di loro competenza. Nello stesso termine -90 giorni- dovrà essere emanato il Decreto Ministeriale che individuerà i criteri di ammissione delle società scientifiche deputate ad elaborare le linee guida cui dovranno aderire i sanitari a qualunque titolo sia pubblici che privati; queste dovranno poi essere validate dall’Istituto Superiore di Sanità.


E qui sta la grande novità: qualora il medico dimostri di aver seguito tali modelli di condotta sarà esclusa la sua responsabilità per imperizia, un onere della prova non semplice da soddisfare ma che fa chiarezza come da tempo si sentiva il bisogno.


Le novità non si esauriscono qui, vedremo meglio in seguito quali altri cambiamenti ha innescato questa riforma nel regime della responsabilità professionale, possiamo però anticipare che la risposta dei professionisti è stata in linea con le aspettative: la nostra redazione ha seguito quanti si siano trovati in difficoltà nel comprendere l’entità del cambiamento sul fronte delle polizze professionali, fornendo chiarimenti in ordine alla portata di queste novità.

Se avete dei dubbi il nostro team è sempre a disposizione!



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