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Assicurazione Patrimoniale - Dipendenti Forze dell'Ordine

Polizza di assicurazione per la responsabilità civile dei dipendenti delle Forze dell'Ordine

Le nostre polizze patrimoniali dipendenti Forze dell’Ordine sono formulate come CLAIMS MADE, garantendo così una copertura costante nel tempo in base alle esigenze di ciascuno. In che modo? Il funzionamento della polizza claims made è molto semplice, la polizza copre la persona assicurata non se l’evento cui fa riferimento la richiesta di indennizzo si è verificato nel periodo di validità dell’assicurazione, ma se la richiesta stessa raggiunge l’assicurato durante tale periodo.

Ovviamente, guardando al momento in cui sembra essersi verificato simile incidente di percorso, è necessario che l’evento rientri nel cosiddetto periodo di retroattività, questione sulla quale nessuno meglio di voi può dire quanto sia davvero sentita la necessità di una copertura estesa: se siete impegnati nelle normali attività di polizia da poco tempo è difficile pensare che 40 anni fa possiate aver commesso un errore che tornerà a perseguitarvi oggi, se invece indossate l’uniforme da tempo immemore è più facile che in tanti anni di onorato servizio nelle forze dell’ordine vi sia capitata una caduta di stile, una piccolezza che però offre il fianco a contestazioni pretestuose anche a distanza di tanto tempo.

Che durata vogliamo dare quindi al periodo di retroattività? Dipende da quanto serenamente vogliamo dormire! Senza disturbare i casi più controversi dei quali la cronaca abbia voluto occuparsi, anche laddove l’operato delle forze dell’ordine sia stato irreprensibile, sono spesso emersi profili di responsabilità per il singolo agente, è quindi abbastanza evidente come dotarsi di una polizza patrimoniale dipendente delle forze dell’ordine con una buona retroattività diventa niente meno che una scelta ispirata al bisogno di proteggere sé stessi e i propri cari da incidenti di percorso.

Perché scegliere una polizza patrimoniale dipendenti delle Forze dell’Ordine?

La vita in società si fa sempre più complicata, ce ne accorgiamo tutti nella nostra routine quotidiana ma lo sanno ancor meglio i dipendenti delle forze dell’ordine che si confrontano in maniera diretta con fenomeni e dinamiche sempre nuovi e troppo spesso pericolosi. Indossare una divisa -si sa- comporta dei rischi e grandissime responsabilità che raramente trovano il giusto riconoscimento. E se da un lato la cronaca purtroppo ci racconta spesso di come l’eroismo dei nostri agenti e militari faccia la differenza per tantissimi cittadini onesti, che si trovano loro malgrado in situazioni di pericolo, non mancano dall’altro lato nemmeno episodi controversi in cui al banco degli imputati vengono a trovarsi proprio i tutori della legge.

Si tratta di veri casi limite in cui chi dovrebbe vestire i panni del paladino della giustizia viene accusato di aver commesso egli stesso un reato ed è quindi tenuto a rispondere di quel comportamento tenuto nello svolgimento delle proprie mansioni. Servizio d’ordine durante cortei, manifestazioni ed eventi sportivi, sorveglianza di obiettivi sensibili, ordinario svolgimento delle attività di polizia di prevenzione, anche nel turno più tranquillo che si sia mai visto c’è il rischio di ritrovarsi in una situazione poco chiara.

A maggior ragione per tutelarsi da situazioni al limite c’è bisogno di una polizza patrimonale dipendenti forze dell’ordine, così anche quando operiamo in buona fede abbiamo la certezza che in caso di problemi avremo un istituto assicurativo di provata solidità a coprirci le spalle!

L’assicurazione patrimoniale dipendenti Forze dell’Ordine in quali casi si attiva?

  • - In tutti i casi in cui il dipendente delle forze dell’ordine venga ritenuto responsabile per un illecito extracontrattuale che abbia prodotto un danno a terzi, indipendentemente che sia di tipo doloso o colposo (nel caso solo colpa grave);
  • - Nel caso in cui il dipendente abbia causato un danno amministrativo, contabile o patrimoniale alla sua stessa amministrazione.

Secondo la legge quali sono le circostanze rilevanti?

In questo settore come in ogni altro la prima a dettare le regole è la Costituzione, nientemeno, affiancata ovviamente dai provvedimenti normativi che si sono susseguiti nel tempo a partire dalle leggi fino a giungere alle circolari, passando per regolamenti e decreti attuativi. eggendo in modo sistematico le indicazioni che ci vengono fornite da diverse fonti normative diviene immediatamente chiaro come alle eventualità degli illeciti dolosi o caratterizzati da colpa grave, si aggiungano anche altre condotte risultanti dalla violazione di regole legate a perizia, diligenza e persino prudenza, che per un tutore dell’ordine non è mai troppa, specie se si ha qualcuno ad aspettarci a casa.

Oltre a queste condotte esistono quelle omissive, cioè quelle in cui -pur dovendo compiere una certa attività- il dipendente delle forze dell’ordine ometta di adempiere e cioè di fare il suo dovere, quelle stanti nel rifiuto di adempiere o nel ritardo nell’adempimento. Come potete vedere oltre ai tradizionali rischi del mestiere, oggi i dipendenti delle forze dell’ordine sono esposti a tutta una serie di ‘pericoli’ che possono anche essere facilmente limitati con gli ordinari strumenti di risk management, le polizze patrimoniali.

Una precisazione importante riguarda la natura della responsabilità che viene riconosciuta: se la responsabilità penale è personale e quindi non assicurabile, lasciate allora che sia un istituto assicurativo a pagare per voi in ambito civile!

Come avrete già capito le ipotesi in cui una polizza patrimoniale dipendente delle forze dell’ordine può essere rivelarsi utile non sono poche, la natura stessa del lavoro aumenta a dismisura le probabilità che il rischio di essere chiamati a rispondere personalmente per qualcosa che è avvenuto nello svolgimento delle proprie mansioni diventi concreto; ciò non bastasse esiste un legame di responsabilità solidale tra amministrazione e dipendente pensato per aumentare le garanzie di tutela che vengono offerte al terzo danneggiato si rafforzano.

Come funziona la solidarietà tra responsabili? Chi ha diritto al risarcimento potrà escutere -e cioè chiamare a risarcire- il dipendente delle forze dell’ordine o l’amministrazione indifferentemente. Se siete convinti che l’amministrazione sia il destinatario preferibile di una simile richiesta siete fuori strada, le lungaggini burocratiche e la difficoltà di accedere agli stanziamenti per i risarcimenti ha fatto spostare il mirino sulla schiena dei rappresentanti delle forze dell’ordine, e anche nel caso l’amministrazione risarcisse il danno in tempi ragionevoli state pur certi che si rivolgerà a voi per essere risarcita a sua volta. E ancora una volta, non preferireste che qualcuno pagasse al posto vostro? Le circostanze in cui potreste essere chiamati a rispondere sono davvero tante, in estrema sintesi:

  • - Danno che viene causato dal dipendente delle forze dell’ordine all’amministrazione di appartenenza;
  • - Danni imputati all’amministrazione ma causati al terzo dal dipendente delle forze dell’ordine.

Siamo abituati a pensare che il dipendente delle forze dell’ordine sia quella persona che assicura alla giustizia i criminali e tiene pulite le nostre strade, che poliziotti e carabinieri siano tutti irreprensibili tutori della legge, campioni di rettitudine ed esempio per tutti. E molto spesso è così. Purtroppo però, giocare secondo le regole può non essere abbastanza per tenersi al riparo dai guai in prima persona: esistono dei rigidi protocolli, dei codici di comportamento per le diverse situazioni che possono richiedere l’intervento delle forze dell’ordine, così che anche nella circostanza più torbida e difficile da gestire ogni singolo agente o militare intervenuto potrà guardare ad un sicuro punto di riferimento.

Sfortunatamente tutto questo non basta e per quanto si cerchi di essere precisi nella descrizioni delle ipotesi di intervento, e meticolosi nello svolgere le proprie attività, ogni cosa fa storia a sé e le famose ‘zone grigie’ non mancano mai di insinuare il dubbio. E allora a che servono le famose linee guida? Purtroppo solo a fissare un tracciato di massima per evitare che i singoli godano di una libertà d’azione che sarebbe pericolosa per sé stessi oltre che per gli altri. Certo come già detto questo non ci dà la garanzia di rimanere al riparo da richieste di risarcimento, che potrebbero essere avanzate da chiunque anche solo per soddisfare un immotivato desiderio di rivalsa nei confronti di chi non fa altro che il proprio dovere, e cioè far rispettare la legge.

Ed ecco che un moroso sotto sfratto chiede il risarcimento del danno perché durante l’esecuzione sostiene di essere stato maltrattato da un agente che invece si è comportato in modo esemplare, o il tifoso agitato che vuole essere risarcito per un abuso mai perpetrato, ed anche in quelle situazioni dove davvero sia stato valicato il limite preferireste dover pagare di tasca vostra o lasciare che sia un istituto assicurativo a farlo per voi? Ecco dove sta la convenienza di una polizza patrimoniale dipendente delle forze dell’ordine, un importante strumento di protezione, un giubbetto antiproiettile per il vostro portafogli!

Secondo la legge quali sono le circostanze rilevanti?

Il danno in cui la condotta del dipendente sia qualificata come dolosa o colposa (in forma grave) inclusi danno erariale e patrimoniale subiti dall’amministrazione a causa del proprio dipendente, nel dettaglio:

  • - Danni causati ad amministrazione e a terzi;
  • - Spese affrontate per la difesa tecnica, anche per un’eventuale transazione conclusa per violazione di obblighi, errori, omissioni ed atti colposi indipendentemente che siano stati accertati o che siano solo presunti;
  • - Rimborsi dovuti per provvedimenti giudiziali;
  • - Tutte le attività ammesse da leggi e regolamenti, di cui -per il dettaglio- rimandiamo al questionario pre-assuntivo.

Che garanzie offre la polizza patrimoniale dipendenti Forze dell’Ordine?

  • Responsabilità civile nei riguardi di terzi escluse le forze dell’ordine;
  • Responsabilità civile per colpa grave, danno erariale incluso;
  • Perdita, interruzione o sospensione di attività di terzi;
  • Perdite patrimoniali per attività di ’assunzione del Personale’;
  • Attività connesse alla rappresentanza;
  • Perdite patrimoniali subite in relazione al d. lgs 626/94 e 494/96;
  • Acquisizioni in economia;
  • Perdite patrimoniali subite in relazione al d. lgs. 196/2003.

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