La lite temeraria nel giornalismo: chi troppo vuole...


Dotarsi di una polizza professionale può rappresentare spesso l’unico rimedio veramente efficace contro i danni collaterali derivanti dall’esercizio della professione, qualunque essa sia; questo perché la copertura offerta dà la possibilità di concentrarsi sul proprio lavoro nella piena consapevolezza che il prodotto assicurativo segnerà un limite invalicabile a tutela della nostra vita privata, proteggendo il nostro patrimonio dalle aggressioni di clienti delusi o chi per essi.

Sfortunatamente esistono fenomeni dai quali niente può difenderci, come non abbiamo mai mancato di riconoscere del resto, e facciamo riferimento alle ultime notizie pubblicate circa il mondo del giornalismo e dell’editoria in generale, dove abbiamo sottolineato come si siano consolidate pratiche inquietanti e preoccupanti, spesso legate alla criminalità organizzata.

Ma la nostra digressione a sfondo giornalistico muoveva dal fenomeno già discusso della lite temeraria, e di questa complessa dinamica vogliamo riportare un episodio abbastanza recente legato proprio al mondo dell’informazione.

Avevamo illustrato il caso di un professionista citato in giudizio senza fondamento, il quale oltre ad essere prosciolto con formula piena, era stato anche riconosciuto come destinatario di una richiesta pretestuosa ed aveva visto riconosciuto il suo diritto al risarcimento.

Allo stesso modo Milena Gabanelli, citata in giudizio da Roberto Formigoni, ha visto il suo accusatore crollare sotto il peso delle sue stesse accuse: in occasione di una puntata di Report andata in onda nel 2012, infatti, erano state diffuse informazioni che l’esponente del Nuovo Centro Destra ed ex governatore della Regione Lombardia riteneva lesive della sua immagine per cui aveva chiesto un risarcimento. Il giudice tuttavia, appurato che i fatti riportati non erano stati né inventati né gonfiati, né risultavano coperti da segreto, ha accolto la richiesta della difesa, dando una bella batosta al querelante: oltre a risarcire la giornalista di viale Mazzini il querelante ha dovuto pagarle anche le spese di giudizio.

Stesso destino è toccato a Luca Cordero di Montezemolo, che aveva citato in giudizio Oscar Giannino per alcune affermazioni fatte durante un comizio ed alcuni giornalisti del Corriere dell’Umbria che avevano semplicemente riportato la notizia; l’ex presidente di Confindustria, ritenendo tanto la sparata di Giannino quanto la notizia pubblicata dal giornale altamente diffamante, aveva trascinato davanti al giudice tanto l’allora candidato di Fare per Fermare il Declino, quanto i giornalisti che gli avevano fatto eco, chiedendo complessivamente 800.000 euro in risarcimenti. Non esattamente spiccioli.
Il magistrato, fatte le dovute verifiche ha ritenuto opportuno condannare, per tutta risposta, l’industriale, al pagamento delle spese processuale per Giannino e per i giornalisti umbri, per un totale di quasi 50000 euro!

A questo punto i grandi nomi della politica ci hanno offerto un chiaro esempio di come la lite temeraria possa influenzare il regolare svolgimento della nostra professione, e allora perché rischiare di essere esposti in prima persona -e col proprio patrimonio- a questo tipo di rischi, quando professionisti del settore come RCPolizza.it sono sempre lì per voi, selezionando le migliori polizze professionali per contenuto e per rapporto qualità prezzo?

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