Giornalismo, luci e ombre del diritto di cronaca


Seguendo il filone narrativo dedicato al giornalismo, abbiamo introdotto il fenomeno della lite temeraria e anticipato i contenuti di una relazione della Commissione Antimafia dalla quale emergono preoccupanti dinamiche che mettono in stretta correlazione criminalità organizzata ed informazione; emerge infatti che in modo non infrequente i giornalisti sono messi a tacere dalle mafie, che abbastanza forti da poter influire su intere redazioni, possono addirittura fare le veci del padrone di casa dettando ai cronisti le linee guida da seguire nello svolgimento della professione.


Se questo lato la medaglia desta legittime preoccupazioni, dall’altro lato non troviamo niente di più confortante, ma anzi, abbondano gli esempi di ‘giornalisti’ che forniscono informazioni alle organizzazioni criminali tenendole sempre aggiornate sull’andamento delle indagini, approfittando delle connessioni altrettanto forti all’interno delle istitutioni e degli organi inquirenti che la stampa spesso può vantare.


E’ capitato infatti che una testata giornalistica campana abbia pubblicato una lettera spedita da un noto boss locale, missiva nella quale questi si congratulava per il giornale pubblicato, considerato ‘molto bello’, ed asseriva che lo avrebbe raccomandato a tutti i suoi amici.

La Direzione Distrettuale Antimafia, allertata da questo endorsement spudorato, monitorando l’andamento delle vendite dei giornali coinvolti registrò che nel giro di un brevissimo lasso di tempo ci fu una fluttuazione di oltre 2000 copie in favore del giornale ‘molto bello’.


C’è stato poi l’episodio di una collaboratrice di giustizia, che rintracciata dalla famiglia ha ritrattato le confessioni fatte ed è stata trovata morta il giorno dopo per aver ingerito acido, una condanna a morte riservata a chi commette il grave errore di parlare; rispetto a questa circostanza, un quotidiano calabrese riportò al notizia come suicidio annunciato omettendo tutta una serie di informazioni, mentre v’era dovizia di accuse alla DDA e al modo in cui questa reperiva le informazioni.


Sfortunatamente non si tratta di episodi isolati, la relazione contiene deposizioni di giornalisti e di membri delle forze dell’ordine che lasciano emergere inquietanti relazioni tra criminalità organizzata e informazione, specie nella carta stampata.

La cronaca insegna che troppo spesso nemmeno una scorta armata può offrire una protezione completa, ma stiamo parlando di ambiti delicatissimi dove il coraggio di pochi si scontra con fenomeni associativi di stampo criminale, eppure, anche rimanendo nel novero dell’ordinaria amministrazione, le insidie non mancano di minare la serenità professionisti che operano in contesti caratterizzati da più stabili equilibri, finanche per coloro che svolgono il proprio operato nel pieno rispetto di ogni regola di condotta e prescrizione normativa; ed è qui che entra in gioco la scorta di RCPolizza.it, il vostro supporto quotidiano nel lavoro e nella vita privata, dove potrete apprezzare la tranquillità e la serenità che solo una polizza professionale per la responsabilità civile saprà darvi.
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